La storia del luogo dai racconti degli anziani

Abbiamo cercato di ricostruire la storia recente di questo luogo attraverso le immagini regalateci dai racconti di alcuni anziani del Quartiere.
Il primo nucleo abitativo, di agricoltori, si stanzia nella Vaccheria Tor Fiscale (Casale Rampa) nei primi del i900. La Vaccheria venne costruita sulle rovine di manufatti risalenti a epoca romana che sorgevano sui lati della antica Via Latina (via Campo Barbarico).

Le cave per l'estrazione della pozzolana nei primi decenni del '900, con un massiccio sfruttamento dovuto alla nuova edilizia, modificheranno il territorio.

Negli anni '30 nuovi "ortolani" arrivano e ampliano i terreni coltivabili, lungo la via Celere (via di Torre Branca) e fino agli acquedotti romani; sfruttando i numerosi corsi d'acqua, realizzano una fitta rete di canali di irrigazione.

Nella fascia vicina alla via Appia Nuova si sviluppa un polo "industriale": una fabbrica di tendoni, un allevamento di castori, grandi falegnamerie, una importante tintoria, marmisti e tanti altri artigiani.

Nascono strutture di ricezione, come la Trattoria "la Collinetta", e verso il IV miglio della Via Appia Nuova, l'azienda agraria e trattoria "L'Uva di Roma", conosciute dai frequentatori dell'Ippodromo delle Capannelle e dai "fagottari" nelle gite fuori porta.

Nell'area della Vaccheria, oltre alle abitazioni dei contadini nei Casali, c'erano le stalle e i vasconi dove si lavavano ortaggi e fiori, c'erano molti fienili, uno di questi, più tardi e fino al 1953, svolgerà la doppia funzione di scuola e chiesa. (sullo sfondo della foto è visibile il confessionale).

Nel 1954 si termina la costruzione di una vera Chiesa, S. Stefano Protomartire.

Ecco alcuni brani tratti dalle nostre interviste:

ANTONIO: -" mi ricordo quando bambino (1930) venivo qui e andavo al forno nella piazzetta del Casale, mi piaceva vedere gli ortaroli che lavavano le verdure nel vascone, e mi ricordo del treno che veniva dall'Arco di Travertino per andare verso la Madonna del Divino Amore".

NELLA:- "Il parco era diviso in tanti lotti coltivati, la "Velletrana", durante il raccolto cantava gli stornelli romani; a fine estate tutti insieme facevamo la salsa di pomodoro e i bambini mettevano le foglie di basilico nelle bottiglie lavate alle fontane; una volta piene di salsa, tappavamo le bottiglie e le bollivamo in enormi fusti, sopra ai fuochi accesi fuori nei prati".

ITALIA: - " abbiamo lottato per avere le fontanelle! Non c'era neanche la luce nelle case; quando pioveva erano guai perchè la terra diventava fango; però le persone che abitavano qui avevano gli stessi miei problemi, ci portavamo addosso ancora la guerra, ci volevamo bene e ci aiutavamo; ricordo che un giorno avevo lavato i panni e non ce la facevo a portarli sulle montagne di terra dove stavano i fili, così con altre donne facemmo il passamani e superammo terra e fango".

CAMILLO: - "io sono venuto a Tor Fiscale nel 1934, per lavorare nella fabbrica di tendoni, c'era solo il bar. La guerra mi ha portato via, ma quando è finita sono tornato e ho costruito la casa e il laboratorio di falegnameria. Mi trovavo bene perchè questo posto somigliava al mio paese. Qui sono nati i figli, poi i nipoti e i pronipoti".

SALVATORE: "nel dopoguerra ho aperto un laboratorio di scarpe, ero bravo e tramite un amico ho trovato lavoro alla San Paolo Film, dovevo fare le scarpe per i costumi, quante ne ho fatte!! Da Saul e Davide a Pinocchio. Poi sono andato in pensione ma ho continuato a fare scarpe su misura, e mi ricordo che quando ancora c'era l'alimentari Formica, ci mettevamo a parlare e a lavorare sulla strada. I miei nipoti ridono di questi racconti specialmente quando gli racconto che suonavamo le serenate e vedevamo i film con il mio proiettore".

Oggi, chi viene a Tor Fiscale, trova un quartiere che si è salvato dalla edificazione selvaggia, sebbene anche qui ci sia bisogno di riordinare ciò che è stato costruito in assenza di un Piano Particolareggiato urbanistico finalmente approvato nel 2001. Tuttavia, Tor Fiscale ancora conserva un nucleo storico-archeologico-ambientale di notevole pregio che lascia stupiti i visitatori che osservano la straordinaria vicinanza alla città e al contempo una atmosfera distaccata, un ritmo tranquillo, più vicino alla qualità della vita. Più che un quartiere è un paesino all'interno della città; verde, suoni notturni lontani dal traffico e scorci di paesaggi antichi, condizionano positivamente l'immaginario.